La giornata del 30 maggio 2'18 per la prima classe dei Tecnici Cavanis è stata davvero pesante, non per le interrogazioni o i compiti e neppure per gli insegnamenti e insegnanti troppo pesanti ma perché i nostri studenti sono stati resi partecipi

 di una “Favolacida”.  Al teatro Malibran di Venezia, i ragazzi hanno condiviso la storia personale di Silvia in tutto il suo sviluppo, da bambina spensierata ad adolescente smarrita, in seguito persa e finalmente a donna consapevole e ritrovata.  SIlvia ci ha coinvolto nell’evoluzione della sua vita, di come la droga sia stata facilmente accessibile, quasi per noia,per non scelta, per voler essere un qualcosa di diverso da quello che si è.. quando diventi eroinomane, farsi non è bucarsi, hai ancora la presunzione di poter smettere quando vuoi, di poter indossare una maschera diversa a seconda delle persone che hai di fronte.  A rendere ancora più vera la storia di Silvia è stata lei stessa sul palco con le sue lacrime ma anche i suoi genitori in platea che la hanno seguita e accompagnata con l’amore che solo i genitori possono dare. Grazie San Patrignano per L’aforisma che ci hai regalato “per essere liberi ci vuole coraggio”.  La frase che meglio rappresenta la storia di Silvia è sicuramente quella tratta da Uno,nessuno e centomila di Pirandello:  C’è una maschera per la famiglia, una per la società, una per il lavoro. E quando stai solo, resti nessuno.