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#noi siamo invisibili per questo governo

La settimana fondamentale per la scuola cattolica
Mentre si discute ancora in Parlamento se sostituire il concorso straordinario dei docenti per esami della secondaria con un concorso per titoli, inizia anche il dibattito sulle misure a favore della scuola paritaria che fino a pochi giorni fa sembrava riscuotere attenzione e consensi da varie parti politiche e invece, nelle ultime ore, pare considerare le scuole paritarie (900mila alunni in tutta Italia) come enti invisibili. La delusione è forte perché un terzo delle paritarie è a rischio di chiusura immediata (con 300mila allievi che l’anno prossimo graverebbero sui bilanci della scuola statale); la richiesta che avanzano le scuole soprattutto cattoliche, come il Cavanis, è quella di sistemare i bilanci in modo strutturale (attraverso il veicolo finanziario della corresponsione del costo standard); in subordine, riconoscere alle famiglie il rimborso delle rette pagate e da pagare per quest’anno. E invece, dall’ultimo decreto sono arrivate “solo briciole”, dicono i rappresentanti degli ordini religiosi che gestiscono le paritarie in Italia e che hanno proclamato due giorni di mobilitazione costruttiva ed educativa prorompere in silenzio e l’invisibilità a cui le scuole pubbliche non statali sono state condannate. Le scuole paritarie si sentono “invisibili”, trattate “meno delle biciclette e dei monopattini, per i quali il Governo stanzia 120 milioni di euro per il 2020 e il bonus sarà pari al 60% della spesa sostenuta”; si sentono “meno degli ombrelloni”. Per protesta, nei giorni 19 e 20 maggio, in coincidenza con la discussione parlamentare degli emendamenti, le scuole cattoliche “interromperanno le lezioni e per questi due giorni allievi, docenti e famiglie esporranno l’hashtag #Noi siamo invisibili per questo governo” mentre “ciascuna scuola paritaria si adopererà con lezioni, video, dirette Fb dalle pagine delle scuole che saranno aperte a tutti per diffondere i temi della libertà di scelta educativa; il diritto di apprendere senza discriminazione; parità scolastica tra pubblica statale e pubblica paritaria; libera scuola in libero stato; appelli alla classe politica perché non condanni all’eutanasia il pluralismo culturale del nostro Paese”.

Ivo Cunial – preside dell’Istituto Cavanis di Possagno – Treviso
#noi siamo invisibili per questo governo
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